Giornata Mondiale del Benessere Sessuale

Quando parliamo di benessere sessuale, spesso la prima associazione è molto semplice: non avere problemi nella propria vita sessuale. Nessuna difficoltà nell’erezione, nessun dolore, nessuna ansia particolare, un desiderio che funziona come dovrebbe.

Il punto è che il benessere sessuale è molto più ampio dell’assenza di una difficoltà.

Riguarda il modo in cui viviamo il nostro corpo, il desiderio, il piacere, l’intimità e le relazioni. Riguarda la possibilità di sentirci liberi di esprimere ciò che ci piace, ma anche di dire ciò che non vogliamo. E riguarda persino la capacità di attraversare quei momenti della vita in cui il sesso cambia, diminuisce, assume forme diverse o semplicemente smette temporaneamente di essere una priorità.

Non esiste una sessualità “giusta”

Uno degli aspetti che incontro più spesso nel lavoro clinico è il confronto.

Quanto sesso dovremmo fare? Quanto dovrebbe durare un rapporto? È normale avere meno desiderio del partner? Dovrei masturbarmi più spesso? Se non raggiungo sempre l’orgasmo significa che c’è qualcosa che non va?

Domande comprensibili, ma che nascondono spesso la stessa idea: da qualche parte deve esistere un parametro capace di dirci se la nostra sessualità è normale oppure no.

Il problema è che la sessualità umana funziona piuttosto male quando proviamo a trasformarla in una tabella Excel.

Frequenza, desiderio, eccitazione e piacere possono cambiare enormemente tra persone diverse e anche nella stessa persona nel corso della vita. Stress, relazioni, salute, farmaci, immagine corporea, esperienze precedenti, età e momento di vita possono modificare profondamente il nostro modo di vivere il sesso.

La domanda quindi non è soltanto “Sto funzionando correttamente?”, ma può diventare: “Come sto vivendo la mia sessualità?”

È una differenza apparentemente piccola, ma cambia molto.

Quando il sesso diventa una prestazione

C’è poi un paradosso piuttosto comune: più cerchiamo di controllare alcune risposte sessuali, più rischiamo di interferire con esse.

Controllare continuamente l’erezione. Cercare di capire se siamo abbastanza eccitati. Monitorare quanto tempo stiamo impiegando per raggiungere l’orgasmo. Chiederci durante il rapporto se l’altra persona sia soddisfatta.

A quel punto una parte della nostra attenzione non è più dentro l’esperienza, ma la sta osservando dall’esterno.

Il sesso rischia così di trasformarsi da esperienza a prestazione da valutare.

Questo non significa che ogni difficoltà sessuale sia semplicemente “nella testa”. Quando un problema persiste è importante considerare anche gli aspetti medici e fisiologici e, quando necessario, rivolgersi ai professionisti appropriati. Significa però riconoscere che corpo, pensieri, emozioni e relazione non funzionano come compartimenti separati.

Benessere significa anche poter parlare

Una sessualità soddisfacente non richiede necessariamente una comunicazione perfetta. Però poter parlare di sesso senza che ogni conversazione diventi un esame, una richiesta o un conflitto può fare una differenza enorme.

Dire “questa cosa mi piace”.
Dire “questa invece no”.
Chiedere. Essere curiosi. Cambiare idea.

E soprattutto riconoscere che consenso e desiderio non sono contratti firmati una volta per tutte. Possono cambiare durante una relazione e persino durante la stessa esperienza sessuale.

Parlare di benessere sessuale significa quindi parlare anche di confini, rispetto, sicurezza e possibilità di scelta.

Una sessualità che può cambiare

Forse uno dei messaggi più importanti è proprio questo: la sessualità non deve rimanere identica per tutta la vita per essere sana.

Cambiano i corpi. Cambiano le relazioni. Cambiano le priorità, il desiderio, le fantasie e il modo in cui cerchiamo intimità.

In alcuni periodi il sesso può occupare molto spazio. In altri pochissimo. Possiamo attraversare difficoltà e ritrovare successivamente un equilibrio diverso da quello precedente.

Il benessere sessuale non consiste quindi nel raggiungere una versione perfetta della propria sessualità e conservarla gelosamente.

Significa piuttosto riuscire a costruire un rapporto con essa che sia libero, consapevole, rispettoso e sufficientemente nostro.

Ed è forse proprio questo il senso più interessante di dedicare una giornata al benessere sessuale: non ricordarci che dovremmo fare più sesso o farlo meglio, ma creare uno spazio in cui possiamo finalmente chiederci come stiamo dentro la nostra sessualità, senza partire immediatamente dall’idea che esista qualcosa da correggere.

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